Legioni romane: le più famose, i loro nomi e i loro simboli

Legioni romane: le più famose, i loro nomi e i loro simboli

Roberto Zampieri

Vessillo storico-filologico

Il vessillo della Legio X Equestris, la legione di Cesare

  • Il toro d'oro su fondo rosso, con la scritta LEG · X EQVESTRIS
  • Ricostruito su fonti storiche, epigrafiche e numismatiche
  • Rosso ispirato all'unico vessillo romano originale arrivato fino a noi
  • 40 x 30 cm, in tre versioni: stendardo, acrilico o tela in cornice di noce

da 79 €

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Vessillo della Legio X Equestris su tela in cornice di noce
Su tela pittorica, in cornice di noce intagliata a mano · 170 €
Il vessillo della Legio X Equestris appeso sopra una consolle in un ingresso
Appeso in un ingresso, sopra una consolle
Il vessillo della Legio X Equestris stampato su stendardo con supporto in legno
Su stendardo, con il supporto in legno per appenderlo · 79 €
Il vessillo della Legio X Equestris stampato su acrilico lucido
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Le legioni romane erano le grandi unità dell'esercito di Roma: ognuna contava circa 5.000 fanti pesanti, cittadini romani, divisi in 10 coorti. Sotto Augusto erano 28, nel II secolo d.C. arrivarono a 33. Ognuna aveva un numero, un soprannome e un simbolo, e la più famosa di tutte è la Legio X Equestris, la Decima di Giulio Cesare.

In questa pagina trovi come erano fatte, quante erano, come si leggono i loro nomi e i loro simboli, e la storia delle otto legioni più famose. Si parte e si arriva con la Decima: il suo toro d'oro su fondo rosso è il vessillo che abbiamo ricostruito per appenderlo in casa.

Cosa erano le legioni romane

Legionari romani in formazione a testuggine nei rilievi della Colonna Traiana

Legionari in formazione a testuggine, dai rilievi della Colonna Traiana (calco al Museo nazionale di storia della Romania, Bucarest)

La parola viene dal latino legio, da legere, "raccogliere": all'inizio indicava l'intera leva dei cittadini chiamati alle armi. Con il tempo diventò il nome della grande unità di fanteria pesante, il cuore dell'esercito romano.

La legione cambiò molte volte in mille anni di storia. Quella che tutti immaginiamo, con le coorti e le aquile, nasce alla fine del II secolo a.C. con Gaio Mario, che aprì l'arruolamento anche ai cittadini più poveri e fece dell'esercito un mestiere. Da allora la legione era formata così:

  • 10 coorti, ognuna di 6 centurie;
  • centurie di 80 uomini, guidate da un centurione e divise in gruppi di 8 soldati che dividevano la tenda (il contubernium);
  • dal I secolo d.C. una prima coorte più grande, di circa 800 uomini, comandata dal centurione più anziano, il primus pilus;
  • circa 120 cavalieri per i collegamenti, e al comando un legato di rango senatorio.

In tutto, fra i 5.000 e i 5.500 uomini. I legionari servivano per vent'anni e più, e non erano solo soldati: costruivano strade, ponti, acquedotti e gli accampamenti fortificati da cui sono nate tante città d'Europa.

Quante erano le legioni romane

Il numero cambiò molto nel tempo:

  • Età repubblicana: di norma quattro legioni l'anno, due per console, arruolate per la campagna e poi sciolte. Nelle guerre civili del I secolo a.C. i generali ne misero in campo decine.
  • Augusto: dopo la vittoria di Azio (31 a.C.) ridusse le circa 60 legioni delle guerre civili a 28 legioni permanenti, sparse lungo i confini.
  • 9 d.C.: nella foresta di Teutoburgo ne furono distrutte tre. Si scese a 25, e i loro numeri non furono più usati.
  • Traiano arrivò a 30: la sua XXX Ulpia Victrix porta nel nome proprio quel numero.
  • Settimio Severo, alla fine del II secolo, toccò il massimo: 33 legioni, circa 165.000 legionari, affiancati da altrettanti soldati delle truppe ausiliarie.

I nomi delle legioni romane: come si leggono

Ogni legione aveva un numero e quasi sempre un soprannome. Il numero non era un ordine di importanza: lo dava chi la arruolava, e per questo esistevano più legioni con lo stesso numero (le "Decime" erano tre: Equestris, Fretensis e Gemina). Il soprannome distingueva le une dalle altre e ne raccontava la storia. Ce ne sono di quattro tipi:

  • Dal luogo in cui la legione era nata o aveva combattuto: Hispana, Italica, Cyrenaica, Parthica, Fretensis (dallo stretto di Messina).
  • Dall'imperatore che l'aveva fondata o premiata: Augusta, Claudia, Flavia, Ulpia (Traiano), Traiana.
  • Da una virtù o da un'impresa: Victrix (vittoriosa), Fidelis (fedele), Rapax (rapace), Ferrata (corazzata), Fulminata (armata di fulmine).
  • Gemina, "gemella": la legione nata dalla fusione di due legioni.

Così Legio X Equestris si legge "la Decima, quella dei cavalieri"; Legio XXX Ulpia Victrix "la Trentesima di Traiano, la vittoriosa".

I simboli delle legioni romane: aquila, animali e vessilli

Il vexillum romano conservato al Museo Puškin di Mosca, stoffa rossa con la figura della Vittoria

Il vexillum del Museo Puškin di Mosca, ritrovato in Egitto: l'unico vessillo romano originale arrivato fino a noi

Il simbolo di ogni legione era l'aquila d'argento o d'oro su un'asta, portata dall'aquilifer. Plinio il Vecchio racconta che prima di Mario le legioni marciavano dietro cinque animali, aquila, lupo, minotauro, cavallo e cinghiale; nel 104 a.C. Mario tenne solo l'aquila. Perderla in battaglia era il disonore più grande: Roma poteva impiegare decenni per riprendersela.

Accanto all'aquila c'erano altre insegne:

  • i signa delle singole unità, aste decorate con dischi e corone, portate dai signiferi;
  • l'imago, il ritratto dell'imperatore;
  • il vexillum, un drappo quadrato di stoffa appeso a una traversa, che segnava i reparti distaccati e il comando. È il "vessillo" da cui viene la parola italiana.

Ogni legione aveva poi un suo emblema, spesso un animale, che compariva su scudi, insegne e mattoni: il toro per le legioni arruolate da Cesare, il capricorno, segno zodiacale di Augusto, per le sue (come la II Augusta), il cinghiale per la XX Valeria Victrix e la X Fretensis, l'elefante per la V Alaudae, il leone per la XIII Gemina.

Le legioni romane più famose

Su una sessantina di legioni conosciute, alcune sono entrate nella leggenda: per i generali che le guidarono, per le battaglie che vinsero o per come scomparvero. Ecco le otto più famose.

1. Legio X Equestris, la Decima di Cesare

Vercingetorige depone le armi ai piedi di Giulio Cesare dopo l'assedio di Alesia, dipinto di Lionel Royer

Vercingetorige depone le armi ai piedi di Cesare dopo Alesia (Lionel Royer, 1899)

È la legione più famosa della storia di Roma. Cesare la arruolò nel 61 a.C., quando era governatore della Spagna Ulteriore, e ne fece la sua unità di fiducia: la metteva nel punto più pericoloso dello schieramento e combatteva accanto a lei.

Il soprannome nasce da un episodio raccontato dallo stesso Cesare nel De bello Gallico. Nel 58 a.C. doveva incontrare il re germanico Ariovisto, che aveva chiesto un colloquio a cavallo. Non fidandosi dei cavalieri galli, Cesare fece salire sui loro cavalli i soldati della Decima. Uno di loro commentò che Cesare stava facendo più di quanto promesso: aveva detto che li avrebbe tenuti come guardia personale, e ora li faceva cavalieri. Da allora fu la Equestris.

La Decima combatté in tutta la conquista della Gallia: sul fiume Sabis, nel 57 a.C., travolse i nemici e tornò indietro a salvare l'esercito; ad Alesia, nel 52 a.C., fu tra le legioni che chiusero Vercingetorige nell'assedio. Nella guerra civile contro Pompeo Cesare la schierò all'ala destra a Farsalo, nel 48 a.C., e ancora a Munda, nel 45 a.C.

Nel 47 a.C. i veterani della Decima, stanchi e senza congedo, si ammutinarono. Cesare li affrontò e invece di chiamarli "commilitoni" li chiamò Quirites, "cittadini", come se fossero già fuori dall'esercito. Svetonio racconta che bastò quella parola: lo pregarono di riprenderli con sé. Congedati nel 45 a.C., i suoi veterani fondarono la colonia di Narbona, chiamata proprio "dei Decimani". La legione fu poi ricostituita, combatté per i triumviri fino a Filippi e, sotto Augusto, finì nella Legio X Gemina.

Il suo emblema era il toro, l'animale che ricorre nelle legioni arruolate da Cesare. Secondo l'interpretazione più diffusa era legato a Venere, la dea da cui la famiglia di Cesare diceva di discendere.

2. Legio XIII Gemina, la legione del Rubicone

Giulio Cesare attraversa il fiume Rubicone a cavallo, illustrazione ottocentesca

Cesare attraversa il Rubicone (illustrazione dalla biografia di Cesare di Jacob Abbott, XIX secolo)

Nella notte del 10 gennaio 49 a.C. Cesare passò il Rubicone, il confine fra la Gallia Cisalpina e l'Italia, e diede inizio alla guerra civile. Con lui c'era una sola legione: la Tredicesima. Dopo la guerra fu sciolta, poi ricostituita da Augusto come Gemina; per quasi due secoli presidiò il Danubio e la Dacia, dove la sua base diventò la città di Apulum, oggi Alba Iulia in Romania.

3. Legio IX Hispana, la legione scomparsa

È la legione del mistero. Combatté in Spagna (da qui il nome), poi nel 43 d.C. partecipò all'invasione della Britannia e nel 60 d.C. fu quasi distrutta dalla rivolta della regina Boudicca. Ricostituita, si stabilì a Eboracum, l'odierna York, dove un'iscrizione la ricorda ancora nel 107-108 d.C. Poi sparisce dalle fonti.

Per molto tempo si è pensato che fosse stata annientata dai Caledoni nel nord della Britannia; il romanzo L'aquila della IX legione di Rosemary Sutcliff (1954) e il film The Eagle (2011) sono nati da questa idea. Alcuni mattoni con il suo marchio ritrovati a Nimega, nei Paesi Bassi, fanno pensare che fosse stata trasferita sul Reno, e potrebbe essere scomparsa più tardi, in Oriente. Ancora oggi nessuno sa con certezza dove finì.

4. Legio XVII, XVIII e XIX, le legioni di Teutoburgo

La battaglia della foresta di Teutoburgo, dipinto di Otto Albert Koch

La battaglia di Teutoburgo (Otto Albert Koch, 1909)

Nel settembre del 9 d.C. il governatore Publio Quintilio Varo guidava tre legioni attraverso la Germania quando cadde in un'imboscata del principe germanico Arminio, che era stato suo alleato. In tre giorni di combattimenti nella foresta di Teutoburgo, le tre legioni furono distrutte: fra i 15.000 e i 20.000 uomini.

Svetonio racconta che Augusto, per mesi, sbatteva la testa contro le porte gridando: «Quintilio Varo, rendimi le legioni!». Le tre aquile furono riprese negli anni seguenti, l'ultima nel 41 d.C. Ma i numeri XVII, XVIII e XIX non furono mai più dati a una legione.

5. Legio XII Fulminata, la legione del fulmine

Il suo nome vuol dire "armata di fulmine", e il fulmine era il suo emblema. È ricordata per due episodi opposti. Nel 66 d.C., in Giudea, perse l'aquila durante la ritirata del governatore Cestio Gallo. Un secolo dopo, durante la guerra di Marco Aurelio contro i Quadi, l'esercito romano accerchiato e senza acqua fu salvato da un temporale improvviso: il miracolo della pioggia, scolpito sulla Colonna di Marco Aurelio a Roma. Gli scrittori cristiani lo attribuirono alle preghiere dei soldati cristiani della XII, e dissero che il suo nome era nato quel giorno. In realtà il soprannome era molto più antico.

6. Legio X Fretensis, da Gerusalemme a Masada

Prese il nome dal fretum Siculum, lo stretto di Messina, dove combatté per Ottaviano contro Sesto Pompeo nel 36 a.C.; per questo fra i suoi emblemi c'era anche una nave, insieme al cinghiale. Nel 70 d.C. partecipò all'assedio di Gerusalemme guidato da Tito e nel 73-74 d.C. a quello di Masada, l'ultima fortezza dei ribelli ebrei, dove i Romani costruirono una rampa enorme che si vede ancora oggi. Rimase poi di presidio a Gerusalemme per più di due secoli.

7. Legio XX Valeria Victrix, il cinghiale di Britannia

Fu una delle legioni che conquistarono la Britannia e, nel 60-61 d.C., insieme alla XIV Gemina sconfisse la rivolta di Boudicca. Il suo emblema era il cinghiale, che si ritrova ancora oggi sulle tegole prodotte dai suoi soldati. La sua base fu per secoli Deva, l'odierna Chester, e i suoi uomini lavorarono anche al Vallo di Adriano.

8. Legio V Alaudae, le allodole

Cesare la arruolò in Gallia fra uomini che non erano cittadini romani, un fatto senza precedenti: ricevettero la cittadinanza più tardi. Il nome, "le allodole", veniva probabilmente dai pennacchi sugli elmi, simili al ciuffo di questi uccelli. Nel 46 a.C., nella battaglia di Tapso in Africa, i suoi soldati affrontarono e respinsero gli elefanti da guerra del nemico: da allora l'elefante fu il suo emblema. Scomparve alla fine del I secolo d.C., probabilmente nelle guerre di Domiziano contro i Daci.

Il vessillo della Legio X Equestris, da appendere in casa

Il vessillo della Legio X Equestris in cornice di noce appeso sopra una consolle

Di tutte le insegne romane, il vexillum è l'unica che si può appendere a una parete come facevano i Romani: un drappo rosso con il nome della legione e il suo emblema. Per questo abbiamo scelto di ricostruire quello della Decima di Cesare, la legione più famosa di Roma.

Il vessillo è una ricostruzione storico-filologica. Il colore viene dal rosso dell'unico vessillo romano originale che conosciamo, quello del Museo Puškin di Mosca. L'animale è il toro, scelto in base alle fonti storiche e numismatiche. Le lettere LEG · X ed EQVESTRIS seguono la scrittura delle iscrizioni romane, con la V al posto della U. Agli angoli ci sono le squadre dorate che incorniciano il campo, come sui vessilli raffigurati nei rilievi.

Misura 40 x 30 cm e si sceglie in tre versioni: su stendardo, con il supporto in legno per appenderlo come un vero drappo; su acrilico lucido, con colori brillanti e un aspetto moderno; su tela pittorica in cornice di noce intagliata a mano, per chi lo vuole come un quadro.

Vessillo della Legio X Equestris con il toro d'oro, in cornice di noce

Porta la legione di Cesare sulla tua parete

Il vessillo della Legio X Equestris, ricostruito sulle fonti antiche: il toro d'oro su fondo rosso, 40 x 30 cm, pronto da appendere.

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Perché non è un poster

Un toro su fondo rosso si può stampare ovunque. Noi siamo partiti dalle fonti, e lo stampiamo in tre modi pensati per durare.

Vessillo della Legio X Equestris su stendardo con supporto in legno

Stendardo. Stampato su tela e montato su un supporto in legno, si appende come un vero drappo romano, con la stoffa libera di cadere.

Dettaglio dell'angolo del vessillo stampato su acrilico lucido

Acrilico lucido. Stampa ad alta definizione sotto una lastra lucida che rende brillanti l'oro e il rosso. Ha già il gancio per appenderlo.

Vessillo della Legio X Equestris su tela in cornice di noce intagliata a mano

Cornice di noce. Stampato su tela pittorica e montato in una cornice di legno di noce intagliata a mano: il vessillo diventa un quadro.

Dove appenderlo, e a chi regalarlo

Nello studio, sopra la libreria con i libri di storia. In un ingresso o in un corridoio, dove il rosso e l'oro si vedono da lontano. Nella stanza di un ragazzo appassionato di Roma antica, nella sede di un gruppo di rievocazione, in un ufficio dove si lavora "come una legione". E come regalo per chi ama Giulio Cesare e la storia romana: è un oggetto che ha una storia vera da raccontare a chi lo guarda.

Domande frequenti

Qual è la legione romana più famosa?

La Legio X Equestris, la Decima di Giulio Cesare: fu la sua legione di fiducia nella conquista della Gallia e nella guerra civile, e il suo nome nasce da un episodio raccontato da Cesare stesso nel De bello Gallico.

Quante erano le legioni romane?

Augusto ne mantenne 28; dopo la sconfitta di Teutoburgo (9 d.C.) scesero a 25. Traiano arrivò a 30 e Settimio Severo, alla fine del II secolo, a 33.

Quanti soldati c'erano in una legione romana?

Dall'età di Mario in poi, fra i 5.000 e i 5.500 fanti, divisi in 10 coorti e 60 centurie da 80 uomini, più circa 120 cavalieri.

Qual era il simbolo delle legioni romane?

L'aquila, comune a tutte le legioni dal 104 a.C. Ogni legione aveva poi un emblema proprio, spesso un animale: il toro per le legioni di Cesare, il capricorno per quelle di Augusto, il cinghiale, l'elefante, il leone.

Quanto è grande il vessillo della Legio X Equestris?

Tutte e tre le versioni misurano 40 x 30 cm.

Che differenza c'è tra le tre versioni?

Lo stendardo (79 €) è stampato su tela e ha un supporto in legno per appenderlo come un drappo; l'acrilico (120 €) è una stampa lucida ad alta definizione con il gancio; la tela pittorica (170 €) è montata in una cornice di noce intagliata a mano. Tutte arrivano pronte da appendere.

Come viene spedito?

Con corriere espresso: la spedizione è tracciata e assicurata e il vessillo viaggia in un imballaggio rinforzato. Quando parte ricevi via email il codice per seguire il pacco fino alla consegna.

Posso avere il vessillo di un'altra legione o in un'altra misura?

Sì, scrivici su WhatsApp al +39 352 049 2129 o a info@trizioeditore.it e valutiamo insieme legione, misura e versione.

Posso pagare a rate?

Sì, con PayPal puoi pagare in 3 rate senza interessi.

61 a.C. · La legione di Giulio Cesare

Legio X Equestris · Vessillo romano

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