La Gallia di Giulio Cesare

La Gallia di Giulio Cesare

Alice Pettirosso

Stampa d'arte su carta di Amalfi

La mappa della Gallia di Giulio Cesare, dai Commentarii

  • Stampata su carta di Amalfi fatta a mano, con i bordi sfrangiati
  • Cornice in legno di faggio e pasta di legno fatta a mano, oppure senza cornice
  • Foglio da 29 x 42 cm, 34 x 47 cm con la cornice
  • Marchio Trizio Editore impresso a secco nella carta

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Mappa della Gallia di Giulio Cesare con cornice in faggio
La mappa su carta di Amalfi, con la cornice in faggio fatta a mano
La mappa della Gallia appesa sopra una scrivania in uno studio
Appesa in uno studio
Il foglio della mappa della Gallia senza cornice
Il foglio senza cornice, con i bordi sfrangiati della carta di Amalfi

«Gallia est omnis divisa in partes tres»: la Gallia, nel suo insieme, è divisa in tre parti. Con questa frase Giulio Cesare apre il De bello Gallico, e con quella frase nasce l'immagine della Gallia che l'Europa ha studiato per duemila anni: i Belgi a nord, gli Aquitani a sud-ovest e, in mezzo, i Celti, che i Romani chiamano Galli.

In questa pagina ripercorriamo la conquista, dal 58 al 50 a.C., fino ad Alesia e a Vercingetorige. Al centro del racconto c'è la mappa che disegna proprio la Gallia descritta da Cesare, con i suoi popoli e i suoi fiumi: quella che abbiamo scelto di stampare a mano su carta di Amalfi.

La Gallia ai tempi di Giulio Cesare: conquista e nascita di un nuovo mondo

La Gallia di Cesare copriva gran parte delle attuali Francia, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Era un mosaico di popoli celtici, ognuno con la propria identità politica. L'Italia settentrionale, la Gallia Cisalpina, era già romana, e romana era anche la fascia mediterranea, la futura Gallia Narbonense. Il resto, la Gallia "Comata", cioè "dai lunghi capelli", era ancora libero.

La guerra gallica: Cesare e il destino della Gallia

Nel 58 a.C. Cesare dà il via alle campagne che passeranno alla storia come guerre galliche. In otto anni, fra battaglie, alleanze e repressioni, porta sotto Roma tutto il territorio fra i Pirenei, le Alpi, il Reno e l'Oceano. Questa guerra è il trampolino del suo potere sulla Repubblica.

Le motivazioni della conquista: potere e sicurezza

Cesare, proconsole delle Gallie, cerca gloria, ricchezze e prestigio politico. Ma la Gallia è anche una frontiera inquieta: la migrazione degli Elvezi e la pressione dei Germani di Ariovisto, che Cesare affronta già nel primo anno, minacciano i confini della Repubblica.

Divide et impera: la strategia vincente di Cesare

Cesare sfrutta le rivalità fra i popoli gallici, stringe alleanze provvisorie e colpisce una tribù alla volta. Solo nel 52 a.C. i Galli trovano un capo comune: Vercingetorige, nobile degli Arverni, che riunisce quasi tutta la Gallia contro Roma.

L'assedio di Avarico: una dimostrazione di forza e brutalità

Avarico, città dei Biturigi, resiste per settimane. I Romani costruiscono un enorme terrapieno d'assalto, che i Galli cercano fino all'ultimo di incendiare. Quando la città cade, Cesare stesso scrive che degli abitanti, circa 40.000, si salvarono appena 800.

Gergovia: la vittoria di Vercingetorige

Poco dopo, a Gergovia, Cesare subisce una delle rare sconfitte della guerra. Vercingetorige difende la città d'altura e respinge l'assalto: cadono quasi 700 legionari e 46 centurioni. Una vittoria che però non basta a cambiare le sorti della guerra.

Il capolavoro di Alesia: l'ingegno romano

Nel 52 a.C. Vercingetorige si chiude ad Alesia. Cesare la circonda con una doppia linea di fortificazioni: una verso la città, per intrappolare l'esercito gallico, e una verso l'esterno, per respingere i soccorsi. La manovra riesce, Vercingetorige si arrende e la resistenza organizzata crolla. Il capo gallico verrà giustiziato a Roma, anni dopo, al termine del trionfo di Cesare.

Il "de bello Gallico": la narrazione di Cesare

La mappa della Gallia di Giulio Cesare appesa sopra una scrivania in uno studio

Cesare racconta la sua guerra in prima persona, ma parlando di sé in terza: i Commentarii de bello Gallico, sette libri scritti per esaltare le sue imprese e giustificarle davanti a Roma. È un racconto di parte, che attenua il prezzo pagato dai Galli, ma è anche la descrizione più completa della Gallia antica che ci sia arrivata.

Da quelle pagine nasce la mappa che abbiamo scelto: Gallia vetus ad Julii Caesaris Commentarios, la Gallia antica disegnata sui Commentari di Cesare. Sul foglio si leggono la Gallia divisa da Cesare fra Belgi, Celti e Aquitani, i popoli citati nel racconto e i fiumi che le legioni attraversarono, dall'Oceano al Reno.

È una mappa da leggere con calma. Da lontano colpisce la forma di un intero paese prima di diventare Francia; da vicino si ritrovano i nomi del De bello Gallico, quelli che si incontrano in ogni pagina della guerra.

La mappa della Gallia di Giulio Cesare stampata su carta di Amalfi

Porta la Gallia di Cesare sulla tua parete

La mappa dei Commentarii, stampata su carta di Amalfi fatta a mano, con o senza la cornice in faggio fatta a mano. 34 x 47 cm con la cornice, pronta da appendere.

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Perché non è un poster

Una mappa così si può stampare su qualsiasi carta. Noi abbiamo scelto la più antica d'Italia.

Carta di Amalfi fatta a mano con i bordi sfrangiati

Carta di Amalfi. Fatta di sole fibre di cotone, spessa e morbida al tatto, con i bordi sfrangiati della lavorazione a mano.

Dettaglio della cornice in legno di faggio montata a mano

Cornice artigianale. In legno di faggio color marrone chiaro, montata a mano dai nostri artigiani, con la pasta di legno lavorata a mano.

Marchio Trizio Editore impresso a secco sulla carta di Amalfi

Marchio impresso. Ogni mappa porta il marchio Trizio Editore impresso a secco nella carta di Amalfi, segno del nostro laboratorio.

Dopo la guerra: la romanizzazione della Gallia

Dopo Alesia restano solo resistenze isolate, piegate entro il 50 a.C. La Gallia diventa terra romana, ma la romanizzazione è lenta e diseguale: la Narbonense, romana da decenni, assorbe in fretta lingua e leggi; la Gallia Comata ha bisogno di più tempo. Città, strade e latino trasformano a poco a poco il paese dei Galli in una delle regioni più ricche dell'impero.

Proprio per questo la Gallia descritta da Cesare è un'immagine preziosa: è l'ultimo ritratto di quel mondo prima che Roma lo cambiasse per sempre. Per averla sotto gli occhi abbiamo stampato la mappa della Gallia di Giulio Cesare, disegnata sui suoi Commentarii.

Dove appenderla, e a chi regalarla

Nello studio o in libreria, accanto ai classici latini. Nell'ufficio di chi ama la strategia e le grandi imprese. In un corridoio o in un ingresso, dove chi passa si ferma a cercare i nomi dei popoli. E come regalo, per chi ha letto Cesare e ama la storia antica: una mappa così non si trova in libreria.

Domande frequenti

Quanto è grande la mappa?

Il foglio di carta di Amalfi misura 29 x 42 cm; con la cornice la mappa misura 34 x 47 cm.

Posso averla con o senza cornice?

Sì, scegli tu nella scheda della mappa: senza cornice costa 145 €, con la cornice in faggio fatta a mano 188 €. Con la cornice arriva pronta da appendere.

Come viene spedita?

Con corriere espresso: la spedizione è tracciata e assicurata e la mappa viaggia in un imballaggio rinforzato. Quando parte ricevi via email il codice per seguire il pacco fino alla consegna.

Posso averla in un formato diverso o con un'altra cornice?

Sì, scrivici su WhatsApp al +39 352 049 2129 o a info@trizioeditore.it e valutiamo insieme misura e cornice.

Posso pagare a rate?

Sì, con PayPal puoi pagare in 3 rate senza interessi.

58–50 a.C. · La Gallia di Cesare

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