Ritratto dei coniugi Arnolfini: significato, simboli e segreti

Ritratto dei coniugi Arnolfini: significato, simboli e segreti

Roberto Zampieri

Stampa d'arte su carta di Amalfi

Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck

  • Stampato su carta di Amalfi fatta a mano, con i bordi sfrangiati
  • Cornice in legno di faggio fatta a mano
  • Foglio da 29 x 42 cm, 31 x 44 cm con la cornice
  • Certificato di autenticità firmato dall'artigiano

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Il Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi con cornice in faggio
Il Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi, con cornice in legno di faggio
Il Ritratto dei coniugi Arnolfini appeso in uno studio con libreria
Appeso nello studio: 31 x 44 cm con la cornice
Dettaglio della cornice in faggio con il bordo della carta di Amalfi
La cornice in faggio e il bordo sfrangiato della carta di Amalfi
Certificato di autenticità su carta di Amalfi con sigillo in ceralacca
Il certificato di autenticità, anch'esso su carta di Amalfi

Il Ritratto dei coniugi Arnolfini è un dipinto a olio su tavola di quercia del pittore fiammingo Jan van Eyck, datato 1434. Mostra un ricco mercante italiano, Giovanni Arnolfini di Lucca, e sua moglie, in piedi nella loro camera a Bruges, mano nella mano. Misura circa 82 x 60 cm e si trova a Londra, alla National Gallery.

In questa pagina trovi chi sono davvero i due sposi, che cosa rappresenta la scena, il significato di tutti i simboli (lo specchio, la firma, la candela, il cane, le arance, gli zoccoli), le ipotesi degli studiosi e il viaggio del quadro fino a Londra. Al centro c'è il dipinto che abbiamo stampato su carta di Amalfi.

Cosa rappresenta il Ritratto dei coniugi Arnolfini

Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck, il dipinto intero

Jan van Eyck, Ritratto dei coniugi Arnolfini, 1434, olio su tavola, circa 82 x 60 cm. Londra, National Gallery

Siamo in una camera di una casa ricca di Bruges, nelle Fiandre, una delle città più ricche d'Europa nel Quattrocento. Lui, vestito di scuro con un grande cappello di paglia tinto di nero e un mantello foderato di pelliccia, alza la mano destra. Lei, in un abito verde con le maniche lunghissime bordate di pelliccia, gli porge la mano destra e con la sinistra solleva l'abito sul ventre. Intorno a loro ci sono oggetti che, nel 1434, solo pochissimi potevano permettersi: un lampadario di ottone, uno specchio convesso, un tappeto orientale, i vetri alle finestre, le arance.

È uno dei primissimi ritratti a figura intera di due persone in un ambiente domestico, e non di santi o di re. Per questo è considerato una pietra miliare della pittura europea. Ed è dipinto con una precisione mai vista: si contano i peli del cane, le perle del rosario, i riflessi sulle arance.

Chi sono i coniugi Arnolfini

Gli Arnolfini erano una famiglia di mercanti di Lucca che commerciava tessuti preziosi e seta in tutta Europa. Nel Quattrocento diversi Arnolfini vivevano a Bruges, il grande porto del commercio fiammingo. Per secoli si è creduto che il quadro ritraesse Giovanni di Arrigo Arnolfini e la moglie Giovanna Cenami, anche lei di una famiglia lucchese.

Negli anni Novanta, però, dagli archivi è emerso che Giovanni di Arrigo e Giovanna Cenami si sposarono soltanto nel 1447: tredici anni dopo la data del quadro e sei anni dopo la morte di van Eyck, avvenuta nel 1441. Oggi la National Gallery ritiene più probabile che l'uomo sia il cugino, Giovanni di Nicolao Arnolfini. La sua prima moglie, Costanza Trenta, era però già morta all'inizio del 1433. La donna del ritratto potrebbe quindi essere lei, ricordata dopo la morte, oppure una seconda moglie di cui non sappiamo nulla. Il mistero, in parte, resta.

Il significato dei simboli

Nel quadro non c'è niente di casuale. Ogni oggetto ha una funzione: mostrare la ricchezza della coppia e, insieme, raccontare un significato religioso o morale. Ecco i più importanti.

Lo specchio e le due figure riflesse

Lo specchio convesso del Ritratto dei coniugi Arnolfini con la firma di van Eyck

Lo specchio convesso e, sopra, la firma "Johannes de eyck fuit hic 1434"

Sulla parete di fondo c'è uno specchio convesso, un oggetto rarissimo e costosissimo. Nella cornice ci sono dieci piccoli tondi con le scene della Passione di Cristo. Nel vetro si vedono di spalle i due coniugi e, sulla porta, due persone che entrano: una vestita di blu, l'altra di rosso. Sono i testimoni della scena, e molti pensano che uno dei due sia lo stesso van Eyck. Lo specchio ci dice che la scena ha degli spettatori, e che anche noi, guardando, siamo lì sulla porta.

La firma: "Jan van Eyck fu qui"

Sopra lo specchio, in eleganti lettere gotiche, c'è scritto "Johannes de eyck fuit hic 1434": "Jan van Eyck fu qui, 1434". Non è la solita firma "fece" (fecit), ma la frase di un testimone, come in un atto notarile. Per questo molti studiosi pensano che il quadro sia il ricordo, quasi il documento, di un momento solenne a cui il pittore assistette.

La candela accesa in pieno giorno

Il lampadario del Ritratto dei coniugi Arnolfini con una sola candela accesa

Il lampadario con una sola candela accesa

Il lampadario ha sei bracci, ma è accesa una sola candela, e in pieno giorno. È il simbolo della presenza di Dio, che tutto vede, o la candela che nelle Fiandre si accendeva nelle cerimonie nuziali. C'è anche chi nota che la candela accesa è dal lato dell'uomo, mentre dal lato della donna resta solo una candela consumata: sarebbe un segno che lei, al momento del quadro, era già morta.

Le mani e il gesto

Le mani unite dei coniugi Arnolfini nel dipinto di van Eyck

Le mani dei due coniugi

Lui alza la destra come chi pronuncia un giuramento, e con la sinistra prende la mano della donna. Per questo il quadro è stato letto a lungo come la rappresentazione di un matrimonio o di una promessa di matrimonio: prima del Concilio di Trento, a metà Cinquecento, bastavano lo scambio del consenso e due testimoni perché le nozze fossero valide, anche senza sacerdote.

La donna è incinta?

Quasi certamente no. La pancia è l'abito: una veste di lana verde molto ampia, che la donna solleva con la mano. Era la moda delle signore eleganti del tempo, e anche le sante vergini dei quadri fiamminghi hanno la stessa figura. Il verde, colore della primavera, e il gesto sul ventre possono però essere un augurio di fertilità.

Il cane, gli zoccoli e le arance

Il cagnolino e gli zoccoli di legno nel Ritratto dei coniugi Arnolfini

Il cagnolino e gli zoccoli di legno

Il cagnolino ai piedi della coppia è il simbolo classico della fedeltà, e insieme un animale di lusso. Gli zoccoli di legno dell'uomo sono abbandonati sul pavimento, e sullo sfondo si vedono le pantofole rosse della donna: i due sono scalzi, forse perché si trovano in un luogo reso sacro dal momento, come Mosè davanti al roveto ardente, forse semplicemente perché sono in casa.

Le arance sul davanzale della finestra nel Ritratto dei coniugi Arnolfini

Le arance sulla finestra e sul cassone

Le arance sul davanzale e sul cassone erano un frutto importato dal sud, carissimo nelle Fiandre: dicono che gli Arnolfini sono ricchi mercanti. Ma ricordano anche il frutto dell'Eden, l'innocenza prima del peccato. Fuori dalla finestra si vede un ciliegio carico di frutti: è estate, eppure i due indossano le pellicce, perché l'abito serve a mostrare il loro rango, non a ripararsi dal freddo.

Il letto, la santa e il rosario

Il grande letto rosso nella stanza non era un segno di intimità: nelle case ricche fiamminghe il letto stava nella stanza di rappresentanza ed era un oggetto di prestigio. Sullo schienale della sedia accanto è scolpita una piccola santa con un drago, forse santa Margherita, protettrice delle partorienti; lì vicino è appesa una spazzola, che fa pensare anche a santa Marta, patrona delle padrone di casa. Accanto allo specchio pende un rosario di grani d'ambra, un tipico regalo di fidanzamento, simbolo della virtù della sposa.

Il Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi

La stampa del Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi appesa sopra una scrivania

Pochi quadri si possono guardare per anni scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo. Gli Arnolfini sono uno di questi: oggi noti lo specchio, domani il rosario, poi le figure sulla porta. Appeso in casa, è un quadro che invita a fermarsi, e che apre sempre una conversazione con chi lo vede per la prima volta.

Abbiamo stampato il dipinto intero su un foglio di carta di Amalfi fatta a mano, la più antica carta d'Italia: il verde dell'abito, il rosso del letto e i riflessi dell'ottone restano pieni e caldi, e intorno all'immagine resta il margine con i bordi sfrangiati della lavorazione. Il foglio misura 29 x 42 cm ed è montato in una cornice di faggio fatta a mano: 31 x 44 cm in tutto. Ogni stampa è accompagnata da un certificato di autenticità, anch'esso su carta di Amalfi, firmato dall'artigiano che l'ha stampata.

Il Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi con cornice in faggio

Porta i segreti di van Eyck sulla tua parete

Il Ritratto dei coniugi Arnolfini stampato su carta di Amalfi fatta a mano e montato in una cornice di faggio fatta a mano. 31 x 44 cm con la cornice, con certificato di autenticità.

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Perché non è un poster

Van Eyck dipingeva per strati sottilissimi di colore a olio, come vetri sovrapposti: su una carta qualsiasi quella profondità sparisce. Noi abbiamo scelto la carta più antica d'Italia.

Carta di Amalfi fatta a mano con i bordi sfrangiati

Carta di Amalfi. Fatta di sole fibre di cotone, spessa e morbida al tatto, con i bordi sfrangiati della lavorazione a mano.

Dettaglio della cornice in legno di faggio montata a mano

Cornice artigianale. In legno di faggio, tagliata e montata a mano dai nostri artigiani, sobria per lasciare la scena ai dettagli di van Eyck.

Marchio Trizio Editore impresso a secco sulla carta di Amalfi

Marchio impresso. Ogni stampa porta il marchio Trizio Editore impresso a secco nella carta di Amalfi.

Matrimonio, promessa o ricordo? Le interpretazioni

Un matrimonio. Nel 1934 lo storico dell'arte Erwin Panofsky propose la lettura più famosa: il quadro sarebbe un "certificato di nozze" dipinto, con il pittore come testimone. È l'interpretazione che si trova ancora in molti libri.

Una promessa o un atto legale. Altri studiosi pensano a un fidanzamento o a un altro atto ufficiale tra i due, per esempio l'uomo che affida alla moglie la gestione dei suoi affari. Il gesto della mano alzata e la firma "fu qui" si adattano bene a questa idea.

Un ritratto in memoria. Se la donna è Costanza Trenta, morta nel 1433, il quadro sarebbe un omaggio alla moglie scomparsa: la candela spenta dal suo lato, le scene della morte e resurrezione di Cristo nei tondi dello specchio vicini a lei. È l'ipotesi più suggestiva, ma resta un'ipotesi.

Un ritratto di prestigio. Qualunque sia la cerimonia, il quadro è anche un biglietto da visita: due mercanti stranieri che mostrano la loro ricchezza, la loro fede e il loro buon gusto, affidandosi al pittore del duca di Borgogna.

Jan van Eyck, il pittore del duca

Jan van Eyck, Ritratto d'uomo con turbante rosso, probabile autoritratto del 1433

Jan van Eyck, Ritratto d'uomo con turbante rosso, 1433, probabile autoritratto. Londra, National Gallery

Jan van Eyck (circa 1390-1441) fu il pittore di corte di Filippo il Buono, duca di Borgogna, e visse a Bruges. Per secoli si è detto che avesse "inventato" la pittura a olio: non è vero, ma fu lui a portarla a una perfezione mai vista, con strati di colore trasparente che danno alla luce e ai materiali una verità quasi fotografica. Il suo probabile autoritratto, l'uomo con il turbante rosso, è anch'esso alla National Gallery. Ed è proprio lui, secondo molti, uno dei due visitatori riflessi nello specchio degli Arnolfini.

Dove si trova il Ritratto dei coniugi Arnolfini

Il quadro si trova a Londra, alla National Gallery, in Trafalgar Square, dove l'ingresso alla collezione permanente è gratuito. Il suo viaggio è un romanzo: nel 1516 apparteneva a Margherita d'Austria, governatrice dei Paesi Bassi; passò poi alla corte di Spagna e rimase per quasi tre secoli nel palazzo reale di Madrid. Durante le guerre napoleoniche fu portato via dai francesi e, dopo la battaglia di Vitoria del 1813, finì nelle mani di un ufficiale britannico, il colonnello James Hay. La National Gallery lo acquistò nel 1842.

E pensare che tutto era cominciato da una famiglia di mercanti lucchesi: se ti incuriosisce la loro città, nel nostro blog trovi la mappa dell'antica Lucca di Pierre Mortier. E se vuoi gli Arnolfini sempre sotto gli occhi, c'è la nostra stampa del Ritratto dei coniugi Arnolfini su carta di Amalfi.

Dove appenderla, e a chi regalarla

Nello studio o in libreria, sopra una scrivania antica, dove i suoi toni caldi di legno, ottone e velluto si sposano con i libri. In camera da letto, accanto a un grande letto, proprio come nella stanza degli Arnolfini. Nello studio di un notaio o di un avvocato, per un quadro che è nato quasi come un atto legale. E come regalo di nozze o di anniversario, il più adatto di tutta la storia dell'arte: due sposi mano nella mano, con il cane della fedeltà ai loro piedi.

Domande frequenti

Chi sono i coniugi Arnolfini?

Un mercante di Lucca che viveva a Bruges, oggi identificato con Giovanni di Nicolao Arnolfini, e sua moglie, forse la prima moglie Costanza Trenta, morta nel 1433. La vecchia identificazione con Giovanna Cenami è caduta: lei si sposò con un altro Arnolfini solo nel 1447.

Chi era la famiglia Arnolfini?

Una famiglia di ricchi mercanti di Lucca che commerciava tessuti preziosi e seta tra l'Italia e le Fiandre, con diversi membri stabiliti a Bruges nel Quattrocento.

Dove si trova il Ritratto dei coniugi Arnolfini?

A Londra, alla National Gallery, in Trafalgar Square, che lo ha acquistato nel 1842.

Cosa significa lo specchio?

Lo specchio convesso, con dieci scene della Passione nella cornice, riflette la coppia e due persone sulla porta, probabilmente i testimoni; uno sarebbe lo stesso van Eyck. Mostra la ricchezza della casa e la presenza di testimoni alla scena.

Cosa c'è scritto sopra lo specchio?

"Johannes de eyck fuit hic 1434", cioè "Jan van Eyck fu qui, 1434": la firma del pittore, scritta come la dichiarazione di un testimone.

La donna è incinta?

Quasi certamente no: la pancia è la forma dell'abito, ampio e sollevato con la mano, secondo la moda del tempo. Il gesto può però alludere all'augurio di avere figli.

Cosa significano il cane e le arance?

Il cane è il simbolo della fedeltà coniugale; le arance, frutto costosissimo nelle Fiandre, indicano la ricchezza dei mercanti e ricordano il frutto dell'Eden.

Quanto è grande la stampa?

Il foglio di carta di Amalfi misura 29 x 42 cm; con la cornice la stampa misura 31 x 44 cm.

La cornice è inclusa nel prezzo?

Sì: i 196 € comprendono la stampa su carta di Amalfi, la cornice in legno di faggio fatta a mano e il certificato di autenticità. La stampa arriva pronta da appendere.

Come viene spedita?

Con corriere espresso: la spedizione è tracciata e assicurata e la stampa viaggia in un imballaggio rinforzato. Quando parte ricevi via email il codice per seguire il pacco fino alla consegna.

Posso averla in un formato diverso o con un'altra cornice?

Sì, scrivici su WhatsApp al +39 352 049 2129 o a info@trizioeditore.it e valutiamo insieme misura e cornice.

Posso pagare a rate?

Sì, con PayPal puoi pagare in 3 rate senza interessi.

Bruges · 1434

Ritratto dei coniugi Arnolfini

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