Veni, vidi, vici: che significa la frase di Giulio Cesare

Veni, vidi, vici: che significa la frase di Giulio Cesare

"Veni, vidi, vici", letteralmente "Venni, vidi, vinsi", è la frase con cui Gaio Giulio Cesare comunicò al Senato romano la sua vittoria contro il re Farnace II del Ponto, all'indomani della battaglia di Zela, il 2 agosto del 47 a.C.

Da quel momento, è diventata una frase proverbiale che si utilizza per indicare un obiettivo raggiunto con particolare rapidità e senza sforzo.

Secondo lo storico greco Plutarco, autore delle Vite Parallele e in particolare dell'opera "Vita di Cesare (50, 3), Cesare, mentre si trovava in Egitto, venne a sapere che il re Farnace II del Ponto stava organizzando il suo esercito contro i possedimenti romani in Oriente.

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Così, mosse il suo esercito con tre legioni, raggiungendo con rapidità straordinaria il campo di battaglia, attaccando gli uomini di Farnace II prima che avessero il tempo di disporsi per il combattimento, distruggendo totalmente il suo esercito in poche ore.

Cesare diede subito incarico al suo amico, Marzio, di redigere una lettera per il Senato romano, per informarlo di quella vittoria. Cesare ebbe l'idea di far scrivere solamente tre parole, appunto "Veni, vidi, vici", ovvero "Venni, vidi, vinsi" 

Il Senato rimase esterrefatto da quel messaggio, il che contribuì ad alimentare il mito di Giulio Cesare presso i suoi contemporanei.

L'anno dopo, nel 46 a.C., mentre Cesare si trovava a Roma per celebrare il trionfo per quella vittoria, colse l'occasione per far trasportare nel corteo trionfale una grande tavola, sulla quale erano incise le stesse tre parole. "Veni, vidi, vici", per sottolineare la sua capacità di vincere rapidamente qualsiasi battaglia.

La frase venne riutilizzata secoli dopo sempre in contesto militare: nel XVII secolo il Re Giovanni III di Polonia, dopo la battaglia di Vienna, disse "Venimus, Vidimus, Deus Vicit", che significa "Siamo venuti, abbiamo visto, Dio ha vinto". 

La frase è stata inserita anche nella marcia militare suonata dalla banda dell'aeronautica degli Stati Uniti, il cui testo fu scritto nel 1896 da Robert Brown Hall.

Ma una frase così potente è stata utilizzata anche in tempi più moderni per la pubblicità. Nel 2006, il sito della Nintendo, che vendeva la sua nuova console di gioco Wii, inserì all'interno dei suoi spot le parole "Veni, Vidi, Wiici", mentre Microsoft utilizzò lo slogan "Veni, vidi, Vista" per lanciare il suo sistema operativo, Windows Vista, nello stesso anno.

La citazione di Cesare è stata utilizzata anche dal segretario di Stato americano Hillary Clinton in occasione della morte del leader libico Muammar Gheddafi. La Clinton disse in conferenza stampa: "Siamo venuti, abbiamo visto, è morto".

Nel marzo del 2012, la città turca di Zile, che corrisponde al luogo dell'antica battaglia condotta da Giulio Cesare, ha registrato i diritti sulla frase "Veni, vidi, vici" con il numero di brevetto 2011-00640, secondo la legge turca sui brevetti.

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