Il segreto dei Tarocchi: a Bergamo si riunisce il mazzo d’oro del Rinascimento

Il segreto dei Tarocchi: a Bergamo si riunisce il mazzo d’oro del Rinascimento

Letizia De Rosa

Alla Carrara di Bergamo una grande mostra racconta come i tarocchi, nati come gioco rinascimentale, sono diventati immagini simboliche capaci di attraversare i secoli e parlare ancora al presente.

L' Accademia Carrara di Bergamo , una delle istituzioni museali più importanti d'Italia, presenta una mostra di grande respiro che invita a guardare con occhi nuovi un oggetto tanto familiare quanto misterioso. L'esposizione Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna , in programma dal 27 febbraio al 2 giugno 2026, non è una semplice raccolta di carte, ma un racconto ampio e coinvolgente che attraversa sette secoli di cultura visiva europea.

Attraverso un percorso curato da Paolo Plebani, il visitatore scopre che queste immagini non nascono legate alla magia o all'occulto, ma come raffinato gioco aristocratico, sviluppato nelle corti dell'Italia settentrionale del Quattrocento . È una storia che intreccia arte, potere e immaginazione, mostrando come l'esperienza umana sia stata condensata in settantotto figure che ancora oggi continuano a parlarci. 

Il ritorno storico del mazzo Colleoni

Il cuore della mostra è un evento che gli studiosi agiscono davvero straordinario. Dopo oltre cento anni di separazione, vengono riunite tutte le 74 carte superstiti del celebre mazzo Colleoni-Baglioni, noto anche come Pierpont-Morgan, uno dei più importanti tesori del Rinascimento lombardo .

 Normalmente divise tra la Morgan Library di New York, l'Accademia Carrara e una collezione privata bergamasca, queste carte tornano finalmente insieme.

Questo permette di apprezzare l'unità e la bellezza di un progetto artistico unico, realizzato intorno alla metà del Quattrocento, forse per celebrare l'ingresso di Francesco Sforza a Milano. Non si tratta di semplici carte da gioco, ma di vere miniature dipinte, arricchite con foglie d'oro e pigmenti preziosi, pensate per celebrare il prestigio di una famiglia attraverso l'arte. 

Un gioco d'élite nelle corti rinascimentali

Per capire il valore della mostra è importante dimenticare l'idea moderna dei tarocchi come strumento di divinazione. Nel Quattrocento erano conosciuti come Trionfi e rappresentavano un gioco riservato alle élite, praticato nelle corti più colte. Non avevano alcuna funzione magica, ma erano un passatempo elegante, in cui le immagini allegoriche riflettevano valori morali, ideali cavallereschi e riferimenti filosofici.

I nobili utilizzavano mazzi realizzati da artisti come Bonifacio Bembo e, in seguito, Antonio Cicognara, che completò alcune carte mancanti verso il 1480. Passeggiando tra le sale della Carrara, il visitatore può immaginare la vita delle corti viscontee e sforzesche, riconoscendo stemmi e simboli che raccontano alleanze, potere e identità sociale. 

La stampa e la diffusione tra il popolo

Con il passare del tempo, la storia dei tarocchi si sposta fuori dai palazzi nobiliari. Grazie alla stampa, le carte iniziano a essere prodotte in serie e diventano più economiche. I tarocchi entrano nelle botteghe, nelle piazze e nelle locande di tutta Europa, trovando a Marsiglia uno dei principali centri di produzione.

 Questa diffusione trasforma i tarocchi in un fenomeno popolare, accessibile a mercanti, artigiani e classi meno abbienti. Le immagini si semplificano per adattarsi alla stampa, ma proprio questa semplicità le rende più forti e immediate. Nasce così uno dei primi linguaggi visivi condivisi, capace di parlare a tutti, indipendentemente dal livello di istruzione.

L'invenzione del mistero e dei simboli

Il legame tra tarocchi e mistero nasce molto più tardi, tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. In questo periodo le carte iniziano a essere interpretate come portatrici di significati nascosti e percorsi interiori. Le immagini diventano strumenti di riflessione sull'animo umano, capaci di raccontare paure, speranze e cambiamenti.

I tarocchi si trasformano in un linguaggio simbolico, utilizzato per interrogarsi sulle scelte della vita. Questa nuova lettura ne garantisce la sopravvivenza fino ai giorni nostri, influenzando anche la psicologia e l'arte del Novecento. 

Archetipi universali per l'uomo moderno

La mostra dedica grande attenzione alle figure più celebri del mazzo, spiegando perché continuano a essere così attuali. Il Matto rappresenta l'inizio, il rischio, il primo passo. La Ruota della Fortuna parla dell'instabilità del destino, mentre il Sole e la Stella evocano speranza e fiducia.

La Carrara riesce a liberare queste immagini dai cliché della superstizione, restituendo loro il valore di archetipi culturali. Osservando le carte, il visitatore non vede solo oggetti antichi, ma riconosce esperienze umane che restano valide ancora oggi. 

L'influenza dei tarocchi nell'arte contemporanea

Il percorso espositivo guarda anche al presente, mostrando come i tarocchi abbiano influenzato l'arte moderna e contemporanea. Artisti, illustratori e designer hanno continuato a confrontarsi con queste immagini, reinterpretandole secondo linguaggi diversi.

La mostra presenta riferimenti al surrealismo, al mazzo Rider-Waite-Smith e a figure come Salvador Dalí, oltre a richiami letterari che coinvolgono autori come Italo Calvino e Umberto Eco. In un'epoca dominata da immagini rapide e consumabili, i tarocchi invitano a un'osservazione più lenta, fatta di simboli e racconti.

Una bussola per i tempi dell'incertezza 

Visitare questa mostra oggi assume un significato particolare. In un periodo segnato da incertezze, il fascino di immagini che cercano di dare forma al caos appare più attuale che mai. L'Accademia Carrara, insieme alla Morgan Library, propone un percorso che non promette risposte facili, ma offre strumenti culturali per comprendere una parte fondamentale della nostra storia visiva.

La riunione del mazzo Colleoni diventa il punto culminante di un racconto che celebra l'arte come conoscenza e il gioco come riflesso della condizione umana. 

La mostra si afferma così come uno degli appuntamenti culturali più importanti dell'anno, non solo per la rarità delle opere esposte, ma per la chiarezza con cui riesce a spiegare un tema complesso.

Il visitatore esce con la consapevolezza che i tarocchi sono molto più di carte misteriose: sono un incontro tra grande pittura e cultura popolare, un ponte tra pensiero e quotidianità.

 Alla Carrara di Bergamo, queste immagini vengono finalmente riconosciute per ciò che sono davvero: un linguaggio universale capace di attraversare il tempo.

 

Torna al blog