Pietà di Michelangelo: perché la Madonna è più grande
Alessandro TrizioShare
Michelangelo
La guardi trenta secondi e pensi: perfetta. Poi qualcuno ti fa notare che Cristo è troppo piccolo, e non riesci più a non vederlo. Il punto è che Michelangelo non ha rimpicciolito il figlio. Ha ingrandito la madre. E ha passato l'intera scultura a nascondertelo.
- Autore:
- Michelangelo Buonarroti (1475–1564)
- Anni:
- 1498–1499
- Tecnica:
- Marmo di Carrara
- Dove si trova:
- Basilica di San Pietro, Città del Vaticano
- Committente:
- Card. Jean Bilhères de Lagraulas
Entri in San Pietro, giri subito a destra, e dietro un vetro blindato c'è lei. Quello in braccio a sua madre dovrebbe essere un uomo di trentatré anni, un adulto in piena regola, appena tirato giù da una croce. E invece sembra non pesare niente. Sembra un ragazzino. Non te lo stai immaginando: è vero. Ma il motivo è più furbo di quello che sembra.
La Pietà di Michelangelo
Statua in resina bronzata, rifinita a mano in ogni dettaglio e prodotta interamente in Italia. Altezza 26 cm, peso 1,2 kg.
Vedi la statua01Il trucco funziona al contrario
Michelangelo non ha rimpicciolito Cristo. Gli studi tecnici sono abbastanza chiari: la figura di Gesù ha dimensioni sostanzialmente naturali.
Il contratto, firmato il 26 agosto 1498, chiedeva figure a grandezza naturale, e su Cristo quella promessa è stata mantenuta. Su Maria no. Se quella donna si alzasse in piedi, sarebbe un gigante.
02Quanto sarebbe alta, esattamente
Qui le fonti litigano. Alcuni specialisti dicono che supererebbe i due metri, altri parlano di circa due e dieci. Una rivista americana è arrivata a scrivere che sarebbe alta più del doppio di suo figlio: farebbe una Madonna di tre metri e mezzo, e non sta in piedi.
La verità onesta è che nessuno ha mai pubblicato una misurazione seria delle due altezze virtuali. È un dato che i libri si passano a occhio. Sulla direzione, però, concordano tutti.
03I tre modi per non fartene accorgere
Le teste. Quando guardi due persone, la prima cosa che il cervello confronta sono le facce. Michelangelo ha tenuto le due teste in proporzione corretta tra loro: il corpo di Maria è enorme, ma la sua testa è piccola rispetto al suo stesso corpo. Il confronto istintivo dice "tutto a posto", e tu non vai oltre.
Le pose. Maria è seduta e vista in pieno di fronte, Gesù è disteso e visto quasi di taglio. Misurare a occhio due corpi in posizioni così diverse è praticamente impossibile.
La stoffa. Veste, mantello, cappuccio, pieghe su pieghe fino a terra. Quella massa in più non è carne, è tessuto: l'ingrandimento è stato fatto assorbire al panneggio, dove nessuno lo va a cercare.
04Il problema che doveva risolvere
Tutto nasce da una difficoltà pratica banale: un uomo adulto in braccio a una donna seduta non ci sta. Il soggetto, in Italia, era quasi sconosciuto. Il committente era un cardinale francese vissuto in area tedesca, e voleva una scena molto amata lassù: la madre con il figlio morto in grembo, il Vesperbild.
Gli scultori del nord risolvevano il problema in modo brutale: rimpicciolivano Cristo fino a farlo sembrare un bambino. Michelangelo fa l'opposto, e sposta il problema dove può nasconderlo.
C'è poi una ragione geometrica. L'intera scultura è una piramide: la punta è la testa di Maria, la base è la roccia del Golgota. Con una madre di corporatura normale, quella piramide non si chiude.
05Che cosa dice quella sproporzione
Gli storici tedeschi hanno messo a fuoco l'effetto: la differenza di scala può dare l'impressione che Gesù, nella morte, sia tornato bambino, tenuto in grembo da sua madre. Deposizione e Madonna col Bambino diventano la stessa immagine. La fine della vita che assomiglia all'inizio.
Poi c'è la gerarchia. Farla più grande significa metterla al centro: è l'idea del verso di Dante che gli storici dell'arte considerano una delle fonti di Michelangelo, "Vergine madre, figlia del tuo figlio".
Che non fosse una svista lo dimostra Baccio Bandinelli: nella sua Pietà fece il Cristo più grande di Nicodemo, ribaltando di proposito la mossa del rivale.
06Le altre cose che non tornano
Maria è troppo giovane. Se lo chiesero già nel Cinquecento, con un certo scandalo: sembra quasi la sorella di un uomo di trentatré anni. Michelangelo rispose con una battuta teologica: le donne caste si mantengono fresche molto più delle altre, e la Vergine non conobbe mai un desiderio capace di alterarle il corpo. Traduzione: non è una donna vera, è un'idea.
Gesù non sembra morto. Sulle mani e sul costato ci sono solo segnetti minuscoli, sul volto nessuna traccia della Passione. Non un cadavere torturato: l'abbandono, il sonno, la resurrezione già in agguato.
07Quindici martellate, e il vetro blindato
Nel 1972, giorno di Pentecoste, un uomo con un martello da geologo colpì la statua quindici volte gridando di essere Cristo risorto. Staccò il braccio di Maria al gomito, le portò via un pezzo di naso, le scheggiò una palpebra.
Alcuni frammenti volati tra la folla non tornarono mai indietro, naso compreso: fu ricostruito con un blocco di marmo ricavato dalla schiena della statua stessa. Da allora la guardiamo rialzata, a distanza, dietro un vetro antiproiettile. Non è più il punto di vista per cui era stata costruita.
Guarda da vicino
Tre cose da cercare, se ti capita di passare davanti alla cappella.
Le vene piene
Sull'avambraccio e sul dorso della mano destra di Cristo sono gonfie di sangue. Impossibile, con le braccia tenute in alto sulla croce. Michelangelo di anatomia ne sapeva parecchio.
Il dente in più
Un incisivo soprannumerario fra i due centrali. Nel simbolismo rinascimentale era un tratto da personaggi negativi. Da prendere con le pinze: potrebbe essere un accidente del marmo.
La firma
L'unica che Michelangelo abbia mai inciso, sulla fascia che attraversa il petto di Maria. Nel 1972 i restauri ne fecero saltare fuori un'altra: una M sul palmo della sua mano.
Due modi di risolvere lo stesso problema
Come se la cavavano gli scultori tedeschi, e cosa fa Michelangelo.
Le date
- 1498Il 26 agosto Michelangelo, ventitreenne, firma il contratto con il cardinale Bilhères de Lagraulas.
- 1499L'opera è conclusa. È la sola che l'artista firmerà in tutta la sua vita.
- 1550Vasari racconta la notte della firma, e il pentimento che ne seguì.
- 1972Le quindici martellate di Pentecoste. Il restauro e il vetro blindato.
Morale
La Pietà è famosa per essere perfetta. In realtà è piena di cose sbagliate: una madre gigante, un figlio che pare rimpicciolito, una donna troppo giovane per la sua età, un morto con il sangue che circola, forse un dente di troppo. Solo che sono tutte sbagliate nella stessa direzione.
Michelangelo non stava copiando la realtà. Stava costruendo qualcosa che funzionasse davanti a un occhio umano e dicesse quello che voleva dire. Aveva ventitré anni quando firmò il contratto. E la prova che gli è riuscito è semplice: davanti a quella statua non hai visto nessun errore. Hai visto una cosa perfetta. L'errore l'hai trovato solo dopo, quando qualcuno te l'ha indicato.
Tre parole utili
- Vesperbild
- Immagine devozionale di area tedesca: la Vergine con il corpo del figlio morto in grembo.
- Panneggio
- Il modo in cui la stoffa scolpita cade e si piega. Qui è il nascondiglio di tutta l'operazione.
- Mesiodens
- In odontoiatria, un dente in più fra i due incisivi centrali.
Immagini — Michelangelo Buonarroti, Pietà, 1498–1499, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano. L'opera è in pubblico dominio; le fotografie sono distribuite su Wikimedia Commons con le licenze qui indicate.
Tav. I e immagine di confronto: Michelangelo's Pietà Saint Peter's Basilica Vatican City, fotografia di Jebulon, CC0. Tav. II–VIII: particolari tratti da Michelangelo's Pietà, St Peter's Basilica (1498–99), CC BY-SA 4.0.
Vesperbild renano, 1375–1400 ca., legno dipinto, The Metropolitan Museum of Art, New York, Open Access CC0.
Fonti — Contratto del 26 agosto 1498; Giorgio Vasari, Vite; Ascanio Condivi, Vita di Michelangelo Buonarroti; Fabbrica di San Pietro; Musei Vaticani, La Pietà di San Pietro: storia e restauro.