Fanciullo con canestro di frutta di Caravaggio. Analisi dell'opera

Fanciullo con canestro di frutta di Caravaggio. Analisi dell'opera

Roberto Zampieri


Il "Fanciullo con canestro di frutta" è considerato da tutti gli storici dell'arte una delle opere più importanti del primo periodo romano di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

L'opera fu realizzata tra il 1593 e il 1595, quando Caravaggio, proveniente dalla Lombardia, si era appena trasferito a Roma. L'artista, che aveva appena vent'anni, trovò lavoro nella bottega di Giuseppe Cesari, noto come Cavalier d'Arpino, uno dei più importanti esperti d'arte dell'epoca. 

La bottega di Cesari, ben avviata e organizzata, affidò immediatamente a Caravaggio il compito di dipingere elementi naturali come ghirlande, fiori e frutta. È proprio in questo periodo che Caravaggio sviluppò l'interesse per la natura morta, considerato all'epoca un genere minore e non degno di particolare importanza, ma che, grazie al suo contributo, divenne una forma d'arte completamente autonoma.

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La storia di come quest'opera sia giunta fino a noi è particolarmente interessante.

Il dipinto faceva parte della collezione del Cavaliere d'Arpino, ma nel 1607 egli subì un sequestro giudiziario. Venne infatti avviato contro di lui un procedimento penale per possesso abusivo di archibugi e armi da fuoco. Cesari, che perse rapidamente la causa, fu costretto a patteggiare la pena e il pagamento, oltre a una somma in denaro, includeva anche la donazione forzata della sua ricca collezione di 107 dipinti. 

Così, l'opera, assieme a molte altre, divenne proprietà della Camera Apostolica e fu trasferita qualche tempo dopo al cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V. Tra le opere sequestrate figuravano due dipinti di Caravaggio: il giovane con canestra di frutta e l'autoritratto di Bacco.

Ecco perché oggi questa opera è conservata nella Galleria Borghese di Roma.

Descrizione dell'opera

Il dipinto raffigura un giovane ragazzo a mezzo busto, che imbraccia un cesto di vimini pieno di frutta. È ritratto di tre quarti, con lo sguardo rivolto verso il basso; l'espressione di estasi è perfettamente immortalata dalle labbra semiaperte.

È vestito con una semplicissima camicia bianca che scivola e lascia scoperta la spalla destra, una soluzione che Caravaggio sceglie per creare un effetto di voluta sensualità.

Una caratteristica evidente del quadro è la rappresentazione della tensione muscolare che il ragazzo deve impiegare per sostenere tutto il peso della frutta.

Il muscolo trapezio è teso e sollevato, la clavicola è evidentemente sotto sforzo e si alza verso il deltoide contratto. Tutti i fasci muscolari sono rappresentati con grande precisione e realismo.

Il collo, quasi a bilanciare il peso del canestro di frutta, è proteso all'indietro.

Il canestro, in particolare, è intrecciato con diversi motivi a spina di pesce e contiene molti frutti. Ci sono ben tre tipi di uva: bianca, rossa e nera, oltre a mele, pesche, fichi, melograni e ciliegie. Caravaggio sceglie di rappresentare la frutta con un realismo elevatissimo.

Alcuni frutti sono maturi e succosi, mentre altri presentano alcune imperfezioni o ammaccature. Anche le foglie di vite variano: alcune sono verdi, altre già ingiallite, mentre altre sono addirittura secche.

La luce, un elemento che domina tutta la pittura di Caravaggio e di cui diventerà maestro, proviene direttamente da sinistra e illumina la frutta, aiutando lo spettatore ad apprezzare la consistenza dei vari frutti e i piccoli dettagli.

L'illuminazione in primo piano contrasta fortemente con lo sfondo scuro, il che contribuisce a far emergere la figura del ragazzo con particolare efficacia.

Analisi dell'opera

Il fanciullo con canestro di frutta rappresenta un punto di svolta nella crescita artistica di Caravaggio e, allo stesso tempo, è considerato un passaggio importante nella storia dell'arte italiana.

L'opera è di dimensioni piuttosto piccole, 70 x 67 cm, e dipinta con la tecnica dell'olio su tela.

Caravaggio non aveva ancora sviluppato completamente quel chiaroscuro che dominerà la sua produzione successiva. 

Nonostante ciò, la composizione è perfettamente equilibrata tra la figura umana e la natura morta, il che rappresenta una scelta deliberata da parte di Caravaggio, che intende unire simbolicamente l'uomo con la natura.

Si tratta di un intento allegorico da parte dell'artista; molti critici d'arte, infatti, ritengono che quest'opera sia un chiaro invito a riflettere sulla vita e sui piaceri terreni, destinati a terminare.

Questa sorta di "morale" si evince dalla presenza accostata di frutti freschi, ancora rigogliosi, ad altri più maturi, fino a frutti quasi marci e foglie secche: un rimando al ciclo della vita e allo scorrere del tempo. 

Si tratta di un quadro dal forte contenuto simbolico che, dietro a un soggetto apparentemente semplice, vuole comunicare un messaggio filosofico profondo. 

Nonostante avesse solamente 20 anni, Caravaggio si dimostra un pittore dalla straordinaria tecnica. Il quadro è stato realizzato dipingendo direttamente con il pennello sulla tela, senza nemmeno la necessità di utilizzare disegni preparatori. 

La luce, che diventerà la dominante dello stile maturo di Caravaggio, è già utilizzata in maniera piuttosto innovativa per il tempo ed è fondamentale per modellare le forme e conferire una sensazione di profondità al dipinto.

Secondo gli storici, il quadro può essere considerato come il primo esempio di natura morta in Italia, inteso come genere autonomo.

Gli oggetti quotidiani e gli elementi naturali, che fino a quel momento erano stati utilizzati soltanto come sfondo, diventano soggetti degni di attenzione, tanto da poter essere protagonisti di un quadro, anticipando un genere che, nei secoli successivi, diventerà estremamente importante.

L'enigma del soggetto del quadro

L'identità del soggetto è il più grande mistero del quadro.

Secondo la maggior parte dei critici, il giovane sarebbe Mario Minniti, un pittore di origine siciliana di circa 16 anni, amico e collaboratore di Caravaggio, che spesso fu da lui scelto come modello. Infatti, il volto del ragazzo siciliano appare anche in altre opere del periodo romano di Caravaggio, come nei "Bari" e ne "La Buona Ventura". 

Caravaggio rappresenta il suo modello con grande sensualità, e in virtù di questo molti hanno supposto che ci fosse una relazione omosessuale tra i due.

Esiste anche un'ipotesi piuttosto interessante, secondo cui un'ombra, appena visibile alle spalle del ragazzo, potrebbe essere quella dello stesso Caravaggio mentre realizzava il ritratto.

Si tratta di una teoria non ancora confermata, ma in questo caso l'opera sarebbe ancora più geniale, poiché porterebbe una sorta di firma nascosta, una presenza indiretta dell'autore che sigla il proprio quadro come nessuno aveva mai fatto fino a quel momento.

Inoltre, la rappresentazione della frutta con grande realismo rompe le regole della pittura valide fino a quel momento. Siamo in un periodo storico in cui l'idealizzazione dei soggetti faceva parte della cultura dominante.

Il solo fatto di rappresentare della frutta quasi avvizzita rappresenta una vera e propria ribellione alle regole.

Va considerato anche l'impatto culturale dell'opera.

Mentre nell'arte greco-romana le ceste di frutta erano tipicamente collegate alle case aristocratiche e simboleggiavano agiatezza e ricchezza, Caravaggio riprende lo stesso elemento e lo trasferisce in un mondo completamente diverso, diventando il soggetto principale di un'opera d'arte e il protagonista di un fanciullo sostanzialmente povero. 

L'impatto del "Fanciullo con canestro di frutta" è letteralmente immortale. 

Si può definire una pietra miliare non solo nel percorso artistico di Caravaggio, ma nella storia dell'arte occidentale.

L'unione di un naturalismo profondo, con un marcato simbolismo e una grande innovazione tecnica, getta le basi per la pittura dei secoli successivi, aiutando a consacrare Caravaggio come uno dei pittori più innovativi dell'intera storia umana.

 

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